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Il corredino.

Ricordate sempre che la pelle dei bambini è molto più delicata e sensibile di quella di noi adulti, quindi necessita di maggiore cura ed attenzione. Perciò i tessuti con cui si vestono i neonati dovrebbero essere i più naturali possibile. Molto importantI sono i tessuti, che vanno direttamente a contatto sulla pelle sensibile del neonato.

È consigliabile optare per tessuti morbidi e leggeri. Il cotone è il tessuto più indicato, perché lascia traspirare la pelle senza trattenere l’umidità. Niente fibre sintetiche, in quanto non assorbono il sudore, e possono provocare irritazioni alle pelli sensibili. Evitate i colori troppo scuri, che attirano la luce del sole. Per quanto riguarda i modelli, scegliete quelli più comodi, che non abbiano lacci o fibbiette, e badate che le cuciture e le cerniere siano foderate. Comode le tutine coi piedini, abbottonate dietro per facilitare il cambio del pannolino. Insomma, indumenti pratici, comodi e di ottima qualità per il nostro bimbo. Il settore della produzione tessile in Italia è privo di paletti normativi e regole che tutelino la sicurezza del consumatore. Rispetto al problema è bene prendere qualche precauzione. Innanzitutto conviene limitare l’acquisto di indumenti con stampe plastificate, che contengono le sostanze nocive più a rischio. Tali sostanze possono migrare dal tessuto all’organismo per intensa sudorazione, inalazione o succhiando l’indumento. In molti casi lavare bene il capo prima dell’uso permette di scaricare parte delle sostanze chimiche.
La formaldeide per esempio ad ogni lavaggio viene eliminata. Ecco perché nei capi non nuovi se ne trova sempre meno. Scegliere i vestiti in base alla provenienza non è una garanzia. L’Oeko-tex, un marchio volontario che attesta la sicurezza dei tessuti, si rivela attendibile. Quando il bambino comincia a gattonare e poi a sgambettare gli indumenti sono portati a consumarsi e sporcarsi facilmente.

Quindi è preferibile acquistare capi che possano essere lavati con facilità. Stesso discorso vale se il bambino frequenta il nido e più tardi l’asilo. Meglio puntare su indumenti pratici, come l’intramontabile tuta.
Un altro consiglio è quello di scegliere indumenti che siano indicati per l’età del vostro bambino. Attenzione all’etichetta che trovate all’interno degli abiti, e che consiglia come effettuare il lavaggio. È importante seguire le istruzioni per evitare problemi ai capi e per mantenere inalterati i colori. Anche le scarpe sono importanti, poiché consentono al bambino di muoversi con disinvoltura.
Nei primi mesi di vita il piede del bambino è solo parzialmente ossificato. È quindi bene lasciare il piede il più libero possibile, riducendo al minimo l’uso di calze e di scarpe, che in ogni caso non devono mai essere costrittive. Tra gli otto e i dodici mesi, il bambino scopre che può spostarsi carponi, coordinando i movimenti delle braccia e delle gambe. A questo punto dello sviluppo, i suoi piedi sono totalmente piatti: sarà proprio l’esercizio del camminare che lentamente formerà la “volta” plantare. Perciò è importante non forzare in alcun modo questo processo. Il bambino deve avere la possibilità di muoversi gattoni in piena libertà e, per quanto possibile, anche a piedi nudi.

Quando la scarpina è necessaria, deve essere una scarpa adatta, disegnata cioè in modo particolare. La scarpa per gattonare, morbidissima ed elastica, non deve irrigidire il piede nella posizione della camminata, ma facilitarne la posizione “gattoni”, con l’appoggio del piede praticamente sulla tomaia anziché sulla suola.
Deve anche consentire al bambino i primi tentativi in piedi e i primi passi, senza squilibrarlo e senza appesantirlo. Per questo la suola deve essere molto flessibile con tasselli antiscivolo, per aiutare il bambino a trovare il giusto equilibrio nel momento in cui tenta i primi passi. Il prolungamento posteriore della suola, serve a proteggere dagli urti e assicura una maggiore stabilità. Quando nell’esercizio del gattonare è diventato sufficientemente abile, in tempi brevissimi il bambino comincerà a sperimentare il movimento in verticale e ben presto muoverà i primi passi. Ad 1 anno il piede misura già 12 cm. e si trova nella fase di maggiore spinta di crescita. È questa l’età in cui il bambino inizia solitamente a camminare. In questa fase occorre far indossare al bambino una scarpa più strutturata che lo aiuti ad acquisire equilibrio e gli dia maggiore sicurezza. La calzata è un elemento essenziale per ottenere il giusto comfort da una scarpa. Una scarpa troppo grande non supporta sufficientemente il piede, mentre una troppo piccola ne ostacola la crescita. I piedi iniziano a formare la “volta”: l’arco del piede si forma proprio grazie al peso del corpo e al lavoro che la muscolatura della pianta del piede deve compiere per rispondere a tutte le sollecitazioni. Più i piedi lavorano, più si formano gli archi: meno i piedi vengono fatti funzionare, più restano piatti. È dunque importante che il bambino sgambetti liberamente (anche a piedi nudi, quando possibile). Quando le scarpe diventano necessarie, è indispensabile scegliere bene, perché solo una scarpina studiata correttamente può garantire la libertà di movimento alle articolazioni della muscolatura della pianta del piede. Le scarpine per i primi passi devono essere morbide, ben disegnate, comode, con suole elastiche e traspiranti: non devono “ingessare” il piede, ma proteggerlo dagli elementi esterni conservandogli ogni possibilità di movimento e di sollecitazione.

La giusta proporzione tra tacco e suola, aiuta il bambino a tenere una corretta posizione e lo facilita nei primi passi. La suola molto flessibile con tasselli antiscivolo, aiuta il bambino a mantenere il giusto equilibrio quando cammina. La prima scarpina deve garantire stabilità ai passi del piccino. La calzatura ideale deve essere comoda, leggera, con la suola non scivolosa e flessibile.
Non deve essere costrittiva ma avere una forma ampia per permettere al piedino di muoversi liberamente ed evitare così deformazioni del piede e delle dita. Deve essere realizzata con pellami morbidi sia nella parte superiore che in quella inferiore.
La parte anteriore deve essere flessibile, in modo che la semplice pressione della mano sia sufficiente a piegarla a 90°, mentre nella parte posteriore è utile un robusto contrafforte che stabilizzi il calcagno e prevenga il rischio di torsioni laterali. L’altezza non deve oltrepassare i malleoli per consentire la libera articolazione della caviglia. In nessun caso la scarpa deve avere incorporato alcun tipo di “plantare correttivo”: solo il medico potrà riscontrare eventuali malformazioni e prescrivere le dovute correzioni. Per quanto riguarda la misura bisogna tener presente che le dita devono avere davanti uno spazio di almeno 5-6 mm per potersi muovere liberamente. Dato che i piedi dei bambini crescono ad una velocità molto elevata è consigliabile controllare frequentemente che le dita non vadano a toccare in punta, premendo leggermente contro la punta della scarpa.