In commercio si trovano facilmente entrambe le tipologie ma come scegliere tra biberon in plastica o in vetro? La prima obiezione da parte delle “nonne” è che è meglio evitare cibi e bevande calde all’interno della plastica, perché nociva. Ma dal momento che ormai le aziende produttrici non possono più utilizzare BPA (bisfenolo A, il più pericoloso) per i contenitori alimentari, il confronto deve tenere conto di altre argomentazioni.

Vediamo dunque le caratteristiche principali e i relativi vantaggi di entrambi i tipi di biberon. Ogni mamma sceglierà quello più adatto alle proprie esigenze o, perché no, potrà trovare un valido compresso tra le due soluzioni alternative.

Come scegliere il biberon: meglio in plastica o in vetro?

Si calcola che in media, un bambino allattato in modo esclusivo con il biberon, ne beva 3520 nell’arco di tre anni! Questo dato è senza dubbio indicativo di quanto sia importante questo accessorio nella prima infanzia.

Gli aspetti principali di cui tener conto in fase d’acquisto riguardano innanzitutto la dimensione del biberon e il flusso della tettarella. E poi il modello, privilegiando quello anti-reflusso, soprattutto nei primi mesi di vita del bambino, se manifesta coliche particolarmente fastidiose.

Detto questo, il confronto può spostarsi sul piano del materiale da scegliere. Vediamo le principali differenze.

Biberon in vetro

Rappresenta la soluzione “tradizionale” e presenta numerosi vantaggi:

  • È facile da sterilizzare, ideale dalla nascita in quanto è la mamma a tenerlo per allattare il piccolo
  • Non lascia odori, per questo i modelli più piccoli si possono utilizzare in seguito per l’acqua
  • Non si scurisce o ingiallisce
  • Resiste maggiormente all’usura del tempo
  • Si può utilizzare direttamente per scaldare il latte a bagnomaria

Biberon in plastica

È una vera e propria “rivoluzione”, pratica da usare e soprattutto leggera e infrangibile. I suoi vantaggi sono:

  • Si sterilizza senza problemi negli appositi elettrodomestici, purché l’operazione avvenga ogni giorno e si proceda prima a rimuovere i residui dal fondo con uno scovolino (o mettere dell’acqua all’interno dopo l’uso, per evitare incrostazioni)
  • È da preferire man mano che il bambino cresce, per due motivi. Il biberon da 240 ml comincia a diventare pesante (e il vetro peggiora il disagio!) e, in secondo luogo, il bambino tende a volerlo tenere da solo con le manine (col pericolo che lo faccia cadere)
  • È leggero e pratico ma va sostituito più spesso rispetto al biberon in vetro. Per pulire bene il fondo, l’ideale è scegliere i modelli che permettono di smontare la parte inferiore
  • È sicuro, dal momento che i controlli per i prodotti prima infanzia sono rigidi. L’importante è scegliere solo biberon di marca e in via preferibile in PES (polieteresulfone) o in Tritan.

In linea di massima, ribadiamo che, dal momento che la plastica è a maggior rischio di proliferazione batterica, sarebbe meglio utilizzare il vetro nelle prime settimane di vita del bambino. Il suo apparato digerente è ancora immaturo e il rischio di coliche e formazione di aria in pancia è elevato. Meglio scongiurarlo, eliminando ogni possibile causa.

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