Se il neonato non dorme (soprattutto con l’approssimarsi della notte), ecco che i genitori vanno in ansia. Rivolgersi al web in cerca di informazioni, è ormai uno dei primi passi che i neo-genitori compiono.

Non è sbagliato leggere articoli sull’argomento, come questo, purché ci si affidi ad una fonte attendibile e specializzata. I suggerimenti che seguono sono frutto dell’esperienza di personale addetto alle cure dei bambini (mamme, ostetriche e baby sitter, consulenti familiari) nonché studi pediatrici sull’argomento.

Va da sé che il consiglio principale, che resta valido sopra ogni cosa, è di rivolgersi al proprio medico pediatra: in particolare se il fenomeno non si risolve e il bambino manifesta difficoltà a dormire nel medio-lungo periodo. 

Vediamo dunque nel dettaglio, quanto dorme normalmente un neonato e quali sono le più frequenti cause (e relative soluzioni) per cui invece un neonato non dorme.

Quanto dovrebbe dormire un neonato

In media un neonato, nei suoi primi tre mesi di vita, dorme all’incirca 16-17 ore al giorno. Di solito si sveglia perché ha fame; dopo la poppata, la mamma procede con il cambio del pannolino e si dedica un po’ a giocare con lui.

Tra il risveglio e il nuovo riposino passa all’incirca un’ora e mezza. Soprattutto subito dopo il parto, il neonato tende a dormire pesantemente perché è molto stanco. Infatti l’impatto col mondo è davvero forte per lui e anche la stessa aria che respira, lo affatica!

Per queste ragioni, non c’è da preoccuparsi se dorme per 3 ore e, a pancia piena, si riaddormenta dopo neppure un’ora! L’importante, come vedremo, è insegnarli una routine specifica con riposi diurni regolari e una qualità del sonno ottimale durante la notte

Il neonato non dorme?  8 possibili cause

Ovviamente si tratta delle cause principali che possono manifestarsi tra il primo giorno di nascita fino ai 4-5 mesi di età. Ad esempio, è più probabile che sia un bambino di 5 mesi a non dormire perché sta mettendo un dentino, che non uno nato da una settimana.

Detto questo, quelli che seguono rappresentano validi motivi per cui un neonato stenta ad addormentarsi, con grande apprensione dei genitori. 

Non ha il ritmo sonno-veglia

Il neonato esce dal grembo materno e si ritrova catapultato in una realtà, per certi versi, poco rassicurante per lui. Innanzitutto, il neonato non sa assolutamente come distinguere i diversi momenti della giornata. Infatti sono tanti i genitori che, stremati dalla mancanza di sonno, affermano che il figlio ha “scambiato” il giorno per la notte. La realtà è che il piccolo non ne ha la minima idea! I neonati dormono quando sono sazi e si svegliano quando hanno fame. Tutto qui. 

Magari se la mamma ha condotto una vita regolare durante la gravidanza, è più probabile che già in pancia si addormentasse per la notte, essendo invece più attivo e vispo durante il giorno. Ad ogni modo sta ai genitori intervenire per insegnargli a prolungare il sonno della notte e fare invece riposini più brevi (per quanto regolari) durante il giorno. 

Ha fame

Se il bambino ha fame allora si sveglia oppure non riesce ad addormentarsi perché non ha mangiato a sufficienza. In genere, una poppata adeguata assicura tranquillità al bambino per circa 3 ore (molto dipende anche dall’età e dalla sua voracità).

È però assolutamente normale che, perlomeno nei primi 3-4 mesi di vita, il bambino si svegli per la poppata durante la notte. Ricordiamo che questa avviene all’incirca ogni 3 ore nei primi mesi. Se il bambino comincia a dormire 5 ore o 6 di fila, allora significa che per lui è già “una notte intera” di sonno (inutile pensare che ne possa fare 7-8 come gli adulti, a questa età).

Ha bisogno di te

Il neonato dorme placidamente quando è in braccio mentre sobbalza e si sveglia immediatamente, se viene adagiato in culla o nel passeggino. Ebbene, innanzitutto non ci sono dubbi che stia bene. Se ogni volta che la mamma lo appoggia nel lettino, si sveglia e piange, allora significa semplicemente che ha bisogno della mamma e del contatto ravvicinato, per sentirsi più sicuro. Ovviamente la soluzione non è farlo dormire tra le braccia della mamma per tutto il tempo ma provare alcuni accorgimenti utili, come vedremo.

Troppo stanco

Il neonato troppo stanco e sovra-eccitato, per così dire “adrenalinico” fa molta difficoltà ad addormentarsi. Questo purtroppo è un errore che i neo-genitori commettono spesso (seppur in buona fede!).

Evitano di far dormire il piccolo durante il giorno (o comunque, non lo invogliano) nella convinzione che così il bambino crollerà verso le 20-21 della sera, lasciandoli dormire indisturbati per tutta la notte. Ebbene non solo il bambino sarà stremato dalla troppa stanchezza ma farà fatica a dormire serenamente e avrà un sonno agitato.

Non ha una routine

Per quanto ogni bambino e ogni famiglia rappresentino casi a sé, unici e non omologabili, è importante per la serenità del bambino (e la qualità del suo sonno) insegnarli una routine quotidiana. In questo modo imparerà a capire quando arriva il mattino e inizia la giornata, quando invece il giorno volge al termine ed è il momento della nanna.

È sporco o bagnato

Se il neonato non dorme (o si sveglia dopo mezz’ora) può essere semplicemente perché ha la tutina bagnata oppure è sporco e necessita di un pannolino pulito. Una rapida occhiata permette subito di individuare il problema.

Sta mettendo i dentini

Molti neonati mettono il primo dentino già ad un mese o due (alcuni addirittura nascono già con un dente!). Di solito però occorre attendere almeno il quarto o quinto mese di vita per poter parlare di dentizione vera e propria. Ebbene si tratta di un fenomeno doloroso per i bambini, che chiaramente può interferire con la qualità del loro sonno.

Non sta bene

Certo è l’ipotesi che tutti i genitori temono ma, senza pensare a nulla di così grave, è semplicemente probabile che il piccolo abbia delle coliche, sia costipato o che probabilmente soffra di reflusso esofageo. Si tratta di un problema molto frequente nei primi mesi di vita. Il bambino ha ancora gli organi dell’apparato digerente che sono immaturi, quindi molto sensibili all’aria ingurgitata con la suzione al seno o al biberon. Si formano allora delle bolle di aria nell’intestino, che in fase digestiva diventano dolorose e fastidiose. 

In ogni caso, è bene misuragli la febbre per stare tranquilli e fare anche una “prova” per il mal d’orecchi. Per far smettere di piangere il bambino e verificare, è consigliabile attaccarlo al seno o al biberon: a questo punto bisogna premere col dito prima su un orecchio e poi sull’altro e osservare le sue reazioni. Se ha un’espressione di dolore e ricomincia a piangere in maniera forte, è probabile che abbia mal d’orecchi. In questi casi è necessario chiamare il pediatra oppure, di notte, la guardia medica o il pronto soccorso pediatrico.

Come far addormentare il neonato facilmente

far addormentare il neonato

Per fortuna e conforto dei neo-genitori esistono rimedi efficaci e fai-da te per ognuna delle cause inserite nell’elenco appena presentato. Eccezion fatta per l’ultima, come già sottolineato, perché richiede l’intervento di un medico.

Insegnare la differenza tra il giorno e la notte

I pisolini del neonato nell’arco dell’intera giornata sono assolutamente fisiologici. Non solo lo aiutano nella crescita (per lo sviluppo cellulare e neurologico) ma lo mantengono calmo e più sereno. L’accortezza da seguire è di non farlo dormire anche di giorno, nella penombra, nella sua culla: può rimanere nel port-enfant anche in cucina e soggiorno, in un ambiente illuminato e con i normali rumori di casa in sottofondo (lavatrice, lavastoviglie). 

I cosiddetti rumori bianchi, come un ventilatore ad esempio, conciliano il sonno. L’importante però è non cedere mai alla tentazione di far addormentare il bambino grazie alla televisione (soprattutto per la notte). A parte il volume alto delle conversazioni, la luce della tv interferisce con il cervello del bambino, non permettendogli di fare un sonno “reale” e profondo, quindi rigenerativo.

Gestire le poppate con regolarità

Ogni bambino è differente dall’altro. C’è chi si mostra tranquillo fino a tre ore tra un pasto e l’altro e chi invece non lascia scampo, trascorse due ore e mezza. L’importante però è essere regolari con le poppate. Se il bambino piange dopo soltanto mezz’ora dall’ultimo pasto, allora con molta probabilità non si tratta di fame. Può essere che abbia delle coliche, che necessiti di un pannolino pulito o semplicemente che non ha più voglia di giocare e abbia bisogno di una ninna nanna per dormire! 

Anche in questo caso l’inesperienza e l’apprensione dei neo-genitori può indurli a concedergli nuovamente il biberon o il seno materno. Questo gesto non fa che complicare ulteriormente il momento della nanna. Per due ragioni principali:

  • Il bambino che sta soffrendo di coliche continua di fatto a ingurgitare latte, peggiorando la situazione
  • Il piccolo può comunque placarsi dopo un paio di minuti e addormentarsi ma con la conseguenza di non riuscire più a fare a meno, man mano, del seno della mamma non per alimentarsi ma solo per dormire. In questi casi, la soluzione temporanea può essere il ricorso al succhietto per neonati

Dormire a contatto col piccolo

È normale che il neonato abbia bisogno del contatto con la mamma per dormire. Le scuole di pensiero su questo punto sono discordanti. Però dormire vicino al proprio cucciolo per i primi mesi di vita, non sembra che sia poi così nocivo.

L’importante è non tenerlo nel lettone ma avere una culla tutta per lui. L’interno della culla deve essere “avvolgente” e rassicurante come il grembo materno e non lasciare spaesato il bambino. Ovviamente bisogna metterlo a pancia su e osservare i dovuti standard di sicurezza previsti per prevenire la Sids (la cosiddetta morte in culla). A volte può essere sufficiente poggiare una mano sul pancino o la testa del bambino o massaggiargli una manina, per farlo addormentare tranquillo.

Fare riposini regolari durante il giorno

Se il neonato non dorme è probabile che sia stremato dalla stanchezza e così agitato da non riuscire a prendere sonno. A ben pensarci, accade anche a noi adulti: in momenti di particolare stress fisico o mentale o di adrenalina, risulta difficoltoso crollare subito in un sonno profondo. Instaurare una routine giornaliera fatta di pappa-cambio pannolino-gioco e nanna, è indispensabile per mantenere il bambino sereno e più rilassato.

L’importante però è che i pisolini non si prolunghino troppo durante il giorno. È sacrosanto il detto che suggerisce di “non svegliare mai un neonato che dorme” perché tra l’altro, il sonno è fondamentale per il suo sviluppo fisico e neurologico. Eccedere però le 2-3 ore è controproducente. Una buona routine prevede anche di fare un bagnetto serale al neonato, massaggiando piedini e manine e facendogli indossare un pigiamino.

Col passare delle settimane, la mamma imparerà a cogliere i segnali di stanchezza del neonato, per cogliere al volo “l’attimo fuggente” del sonno. È bene sapere infatti che, se il neonato che sta per addormentarsi viene disturbato (ad esempio, da una porta che sbatte), impiega in media altri 20 minuti per avvertire di nuovo la sonnolenza.  il neonato che è stanco del gioco e ha sonno, inizia a sbadigliare. Già al primo sbadiglio è bene interrompere l’attività, abbassare il tono della voce, predisporre l’occorrente per la nanna. Quando il neonato si sveglierà durante la notte per la poppata, è importante procedere nel silenzio e nella penombra, senza accendere le luci, senza chiacchierare col bambino né guardarlo dritto negli occhi (lo stimolo visivo eccita il bambino che è invogliato al gioco).

Coccole e sollievo per il neonato che non dorme

Se il piccolo stenta ad addormentarsi perché ha male ai dentini, è opportuno offrirgli un po’ di sollievo. Di solito il bimbo che ha male ai denti, ha gengive gonfie e tende a mordere di tutto durante il giorno, aumentando la salivazione. La notte è probabile che la gengiva infiammata gli procuri dolore, impedendogli di dormire. Per fortuna esistono in commercio anelli e giochi da raffreddare in freezer, per offrirgli sollievo e pomate da applicare direttamente sulle gengive, sempre con lo stesso scopo.

Per concludere, è bene ricordare la calma dei genitori è sempre indispensabile per la tranquillità del bambino. Invece, se il neonato non dorme, i genitori diventano ansiosi e il piccolo lo avverte, agitandosi di più. Tutte le mamme del mondo affrontano nel quotidiano questa difficoltà ma sono mesi che passano in fretta e, incredibile ma vero, diventano uno dei ricordi più cari della vita col proprio bambino.

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