La poppata notturna mette in agitazione i genitori, scombussolati nella loro quotidianità dall’arrivo di un bebè. Spesso si pensa a come sarà possibile togliere il biberon di notte, ancor prima di cominciare! È importante sapere che allattare di notte, almeno nei primi mesi di vita è indispensabile, ma non “solo” per sfamare il bambino, come si pensa.

Per il neonato, è un momento vitale di contatto con la mamma e di coccole.

Molti bimbi iniziano a dormire per tutta la notte già a partire dal terzo/quarto mese di vita. Per altri sarà necessario intervenire per togliere il biberon di notte, in particolare trascorso il primo anno di età.

Vediamo come, seguendo alcune utili indicazioni.

Poppata notturna, sfatiamo alcuni miti

Prima di capire come togliere il biberon di notte, dobbiamo essere in grado di riconoscere il momento giusto. Questo per il semplice motivo che il bambino ha bisogno di mangiare di notte, nei primi mesi, e non si tratta solo di un capriccio.

Il discorso è differente per la mamma che allatta al seno. In questo caso, si deve continuare ad allattarlo di notte anche per sei mesi o più, perché se si salta la poppata notturna, la produzione di latte diminuirà. In questa sede ci concentriamo solo sull’allattamento con latte formulato (il cosiddetto artificiale) e quindi sul momento più idoneo per decidere di togliere il biberon di notte.

Come già accennato, ci sono bambini che già a partire dal terzo, quarto mese di vita prendono l’ultima poppata verso le 23.30 e poi si svegliano per mangiare all’alba.

Questo non garantisce però che il bambino non si svegli di notte!

I neonati, ma in genere i bimbi fino ai due anni d’età, non hanno lo stesso ritmo sonno/veglia degli adulti. Sono soggetti a frequenti risvegli, in particolare perché le loro giornate sono piene di stimoli (giocano, escono a passeggiare, incominciano a gattonare, per non parlare dell’asilo nido, se lo frequentano).

L’importante è capire se il risveglio notturno si può risolvere con una coccola o facendolo riaddormentare vicino a sé oppure se si tratta realmente di fame, da soddisfare con il latte!

Come indicazione generale, possiamo dire che il biberon di notte è realmente necessario fino allo svezzamento. Da questo momento in poi, il bambino inizia a mangiare cibi solidi, regolarizza i pasti e quindi un biberon di latte prima di addormentarsi dovrebbe essere sufficiente fino alla colazione del mattino dopo.

A ogni modo, nell’arco di tutto il primo anno di vita del bambino, si può mettere in conto una poppata notturna. In seguito, il perpetrarsi di questa pratica non solo è da considerarsi poco corretto ma diventerà sempre più impegnativo da interrompere.

Come procedere per togliere la poppata notturna

mamma che allatta il bambino

Se dunque il bambino dopo l’anno d’età, si sveglia puntualmente ogni notte per mangiare, i genitori potrebbero manifestare il desiderio di eliminare questa abitudine.

Ecco qui di seguito alcuni consigli per procedere in modo graduale ma efficace.

Chiedere il parere del pediatra

Quando si affrontano cambiamenti nel piano alimentare del bambino, è sempre bene consultare il pediatra. Senza dubbio accoglierà la richiesta dei genitori di eliminare la poppata notturna al bambino ma potrebbe modificare il piano alimentare o aumentare la quantità di latte alla sera (dipende dalla crescita e dalla salute del bambino).

Un biberon di latte prima di addormentarsi è sempre consigliato, ma ad esempio è importante non aggiungere biscotti o altro. I carboidrati non riempiono né mantengono il senso di sazietà, come si pensa. Anzi gli zuccheri stimolano il bambino e lo inducono a svegliarsi più spesso!

Seguire una routine

I bambini hanno bisogno di abitudini e routine ben precise da rispettare. È l’unico modo per tranquillizzarli, per farli sentire al sicuro. Alla sera è bene dunque fare un bel bagnetto rilassante, cenare e prendere l’ultimo biberon nel relax e nella penombra, senza giocare né sottoporlo ad altri stimoli, come la televisione ad esempio o lo smartphone.

Durante il giorno, inoltre può essere d’aiuto utilizzare un biberon anticolica. In tal modo, si evitano disturbi gastro-intestinali al piccolo e si contribuisce a rendergli il sonno più tranquillo.

Procedere in maniera graduale

Se il bambino ha ormai passato l’anno d’età o addirittura il secondo anno, togliere il biberon risulterà un’operazione più complicata. Bisogna procedere in maniera graduale, senza sgridarlo. Si può iniziare col sostituire il latte con della camomilla e man mano diluirla sempre più con acqua. Inoltre mamma e papà devono armarsi di pazienza ed essere pronti a coccolarlo o cullarlo un po’, senza però chiacchierare oppure sorridere guardando dritto negli occhi, stimolandolo così a rimanere sveglio.

Togliere il biberon di notte, cosa è meglio evitare

Ci sono atteggiamenti che invece, per quanto senza dubbio assunti in buona fede, non agevolano il compito di togliere il biberon di notte al bambino. Ecco quali.

Il fai da te

Soprattutto quando si tratta di bimbi così piccoli, non richiedere il parere del medico o di un esperto può creare qualche complicazione e far insorgere dubbi nei genitori.

Gli zuccheri alla sera

Biscottini, merendine, cioccolata… più il bambino cresce e più i capricci si faranno sentire! Se il bambino si sveglia durante la notte, la prima cosa da fare è eliminare gli zuccheri, perché lo rendono elettrico.

Evitare la camomilla

Spesso si crede erroneamente che la camomilla sia un toccasana universale, in grado di fare “magie” e calmare il bambino. Innanzitutto è importante sapere che, prima dei sei mesi, il bambino può bere solo latte e nel caso, acqua. Nessun tipo di zucchero aggiunto: è ciò che raccomandano i pediatri. Inoltre, forse non tutti sanno che l’effetto rilassante della camomilla si produce solo quando è calda. Camomilla fredda o tiepida (tipo bevanda sul comodino) sortisce effetti opposti!

L’abbinamento tra latte e camomilla (presa ad esempio dopo l’ultima poppata) può far vomitare il piccolo. Senza considerare infine che, trattandosi comunque di un liquido, stimola la diuresi, e questo può disturbare il sonno del bambino.

Per concludere, il buon senso deve sempre prevalere, quando si tratta di figli. L’eccezione non è la regola, quindi ogni tanto assecondare una sua richiesta servirà a farlo calmare e a crescere più fiducioso e meno sulla difensiva. Così come imparare ad ascoltare il proprio figlio, sarà d’aiuto in alcuni momenti della vita, come quello degli scatti di crescita, ad esempio, ovvero giorni in cui sembrerà non saziarsi mai!

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