Camminare in gravidanza, come farlo nel modo corretto

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Come gestire e affrontare il dolore da travaglio di parto
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Uno dei consigli migliori da dare a una donna incinta è di fare tutto ciò che deve… camminando! Shopping, commissioni, visite ai parenti, passeggiate nel verde o sul lungomare… Camminare in gravidanza è un vero e proprio toccasana, in assenza di controindicazioni da parte del ginecologo.

Vediamo nel dettaglio quali sono i benefici e i rischi della camminata dolce e come modificare le proprie abitudini, man mano che la gravidanza avanza.

Si può camminare durante la gravidanza?

Ovviamente la risposta è sì. Tutto sta a dosare l’entità dello sforzo. Infatti la camminata in gravidanza è ben diversa dalla camminata veloce che si pratica come sport, con tanto di contapassi, conta calorie e cronometro!

Camminare in gravidanza è un’attività indispensabile alla salute e al benessere sia della mamma che del nascituro. È risaputo infatti che, passo dopo passo, percorrendo il tragitto che più ci piace, il nostro corpo sviluppa endorfine, che tra l’altro migliorano anche l’umore.
Tutto ciò ovviamente a parte che non ci siano controindicazioni da parte del medico curante. Ecco dunque nei dettagli i benefici del camminare in gravidanza, i rischi e alcuni preziosi consigli per lasciare sempre il piccolo in totale sicurezza

I benefici

Senza dubbio i due principali benefici del camminare in gravidanza risiedono nel fatto di poter stare all’aria aperta e mantenere in forma e salute corpo e mente.

I cambiamenti fisici, nel corso dei nove mesi di gestazione, sono tanti e ci vuole un po’ di tempo per abituarsi, psicologicamente. Anche gli sbalzi ormonali possono creare dei momenti di tristezza o cattivo umore. Senza dubbio il fatto di uscire per passeggiare rappresenta una valida soluzione, da questo punto di vista.

Camminare ovviamente è utile anche per mantenere il peso forma. Di regola, l’aumento ponderale previsto è di 10-12 chilogrammi nel corso dei nove mesi, quindi svolgendo questo tipo di attività fisica dolce, è possibile non ingrassare ulteriormente

Questo perché l’aumento di peso ovviamente non nuoce solo alla silhouette. L’organismo ne risente a livello respiratorio, cardio-vascolare e muscolo-scheletrico, apparati già provati dall’incremento di prestazioni richieste, a causa della gravidanza.

Infine, una bella passeggiata permette di rinforzare la schiena affaticata dalla lordosi, di combattere la stitichezza tipica della gravidanza e, perché no, di acquisire una buona abitudine, da continuare anche dopo il parto!

I rischi a cui prestare attenzione

Il fatto di poter camminare in gravidanza per una mezz’ora, anche tutti i giorni, è strettamente legato a una premessa essenziale

La gravidanza non deve essere a rischio.

Solo il ginecologo pertanto, può stabilire se l’attività va considerata invece controindicata, laddove i rischi per il nascituro superino i benefici.

Camminare in gravidanza infatti può innanzitutto stimolare le contrazioni dell’utero, il che porterebbe a un parto pretermine. Inoltre la camminata diventa rischiosa per quelle donne che soffrono di ipertensione in gravidanza. In questo caso, se il medico è d’accordo, si dovranno preferire le primissime ore del mattino, quando l’aria è più fresca e la pressione fisiologicamente più bassa.

Alcuni consigli

Ecco qui di seguito un utile elenco da consultare, così da essere certe di non affaticare mai il bambino. Si tratta delle più comuni indicazioni fornite dai medici competenti del settore; va da sé che ogni gravidanza è unica e speciale, pertanto va seguita in maniera personalizzata.

In generale:

  • è bene non prolungare troppo la durata delle camminate. Meglio 30-40 minuti ogni giorno e non oltre un’ora a giorni alterni
  • se ci si trova in vacanza, o si ha necessità di coprire un tragitto più lungo, è sempre meglio prevedere delle pause ogni 20 minuti e comunque quando il corpo inizia a inviare dei segnali
  • la regola aurea è ascoltare sempre il proprio corpo, senza trascurare ad esempio i primi sentori di stanchezza, affanno, tachicardia, dolore e via di seguito
  • evitare salite e discese, sentieri sconnessi che aumentano il rischio di storte o cadute accidentali così come troppi scalini da salire o scendere
  • non caricarsi di pesi, per camminare in gravidanza. A parte la borsa da passeggio, se anche si va al supermercato, al massimo si può acquistare lo stretto necessario per la cena, ma senza mai sovraccaricarsi. I punti più a rischio sono il basso ventre, la schiena, le ginocchia e le caviglie
  • la camminata è più salutare se condotta nelle ore più favorevoli della giornata, a seconda della stagione. È bene infatti evitare sia le ore più calde che quelle più fredde o buie (meglio approfittare dei benefici del sole, senza sudare troppo però!)

Infine, è di fondamentale importanza dotarsi di scarpe adatte alla camminata, indumenti di cotone e traspiranti, un cappellino per proteggersi dai raggi solari e una borraccia d’acqua per non rimanere mai disidratate. Molto utile anche una cintura o un’apposita fascia elastica per sostenere il pancione e alleggerire le articolazioni.

Camminare in gravidanza nei vari trimestri

Un altro aspetto molto importante da non trascurare riguarda i cambiamenti che è necessario apportare al proprio modo di camminare in gravidanza, man mano che quest’ultima avanza.
Infatti ci sono accorgimenti differenti ma fondamentali da apportare, a seconda della fase che si sta vivendo. Vediamo insieme quali sono.

Primo trimestre

Si tratta della fase della gravidanza più delicata. Infatti è questo il momento dell’impianto e, solo superando questa fase, è possibile affermare che la gravidanza si è ben avviata.
Nella maggior parte dei casi si avvertono nausea, stanchezza e sonnolenza. L’attività fisica in queste settimane deve essere blanda e limitarsi a pochi minuti al giorno.

Secondo trimestre

È la fase più energica e “tranquilla” della gravidanza. Di solito si riacquistano le forze, si ha tanta voglia di fare, si inizia a progettare la cameretta del bambino e a predisporre al meglio tutte le varie zone della casa.

Camminare in gravidanza in questa fase è senza dubbio consigliato, tranne che per esercizi a terra che prevedono di stare supine.

Terzo trimestre

Se la gravidanza procede bene, non ci sono controindicazioni di sorta, nel continuare con le camminate.Ci sono però delle accortezze da tenere a mente: ricordiamo infatti che le contrazioni dell’utero aumentano e non di rado si partorisce anche al settimo mese.

Per tale motivo è importante non esagerare coi tempi da dedicare alla camminata quotidiana, prestando però attenzione al tipo di percorso scelto. Infatti è bene evitare percorsi accidentati e soprattutto pendenze. La pancia ora è molto voluminosa, il baricentro corporeo si sposta e il rischio di cadute aumenta.

Per concludere. Come spesso si ripete a una donna incinta “la gravidanza non è una malattia”! È pur vero però che si tratta di una situazione anomala, che la donna non è abituata a gestire ed è più che mai importante ascoltare il proprio corpo, così da condurla in totale serenità e sicurezza.

Ecco perché camminare in gravidanza è senza dubbio un toccasana per mamma e bambino ma ogni segnale di malessere va comunicato al proprio medico. Anche solo un dolore al petto, mal di testa o gonfiore eccessivo, vanno condivisi con lo specialista. Senza esitare a trattare invece, con la massima urgenza, perdite di fluido o sangue dalla vagina o forti contrazioni al basso ventre.

Per ulteriori consigli sulla gravidanza vai al nostro articolo “consigli per la gravidanza”

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